Tags

Related Posts

Share This

Intervista a Kirka

In questa sezione andiamo a scoprire un po’ di piùs u Kirka e sulle sue opere

Quanta e quale influenza hanno su di te le altre forme artistiche, quali la musica, il cinema e il teatro?

Quanta? Tanta… mio fratello maggiore è drammaturgo ed è stato lui che mi ha introdotto nel mondo del cinema e del teatro (ed il fatto di non far parte di questi mondi me li fa ammirare con più calma). Tanti dei miei lavori sono momenti teatrali. La musica è per me una sorta di medico curante nei momenti in cui dipingo; senza di essa mi sento vulnerabile inflatable water slides clearance.

L’autoritratto è sempre presente nelle tue opere. Ti identifichi completamente nelle problematiche di cui parli o ne sei solo interprete?

Accuso alcune realtà che considero inaccettabili ma allo stesso tempo, dentro di queste realtà, inserisco l’autoritratto, a volte nei panni del cattivo ed a volte in quelli del buono. In questo modo, sono interprete ed indirettamente, per la mia condizione di essere umano, mi identifico con la problematica.

Simboli e verbo-visuale sono una componente fondamentale di tuoi quadri. Alcuni sono facilmente rintracciabili come il pallone, la maschera, il cappello comunista e il permesso di soggiorno. Ce ne sono altri? Oltre a essere esemplificativi per la comprensione, quali altri significati gli dai?

Si, ce ne sono tanti e hanno tanti significati. Lo spettatore può dare ancora altri significati diversi ed è questo quello che cerco: confondere l’osservatore con tanto simbolismo.