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	<title>SpaziArti Art Ungallery &#187; francesco barberini</title>
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		<title>Proiezioni dell’inconscio</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 19:45:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[francesco barberini]]></category>
		<category><![CDATA[proiezioni dell'inconscio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/immagini/barberini.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p>Leggi un&#8217;intervista a Francesco Barberini Leggi una Recensione su Francesco Barberini]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/immagini/barberini.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p><div class="pie-gallery alignGalleryCenter">
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</div>
</div>
<p><div class='et-box et-shadow'>
					<div class='et-box-content'>Dal 10 al 26 febbraio 2011, SpaziArti presenta la mostra personale di Francesco Barberini, altrimenti conosciuto come  Psychoboy54, un giovane artista di Parma.
In questa mostra verranno esposti diversi dipinti e disegni, realizzati con uno stile che ricorda molto i graffiti che siamo abituati a vedere in giro sui muri, sui treni e sulle metropolitane delle nostre città.
Ma Francesco Barberini non è un comune writer, ce ne possiamo accorgere soprattutto osservando i suoi dipinti su tavola. Sono ritratti iperrealistici, in cui ogni particolare, ogni ruga, ogni smorfia vengono sottolineati all&#8217;eccesso <a href="http://www.east-inflatables.co.uk/c/004.html">Inflatable Toys</a>.
Questi volti risultano quindi esageratamente espressivi e, proprio per questo, quasi irreali o surreali.
Occhiaie, bocche aperte, denti digrignati, gesti inconsulti, cerotti, vengono registrati senza pietà sui dipinti e nei disegni dell&#8217;artista, che non li minimizza, anzi li evidenzia, come se questi dettagli fossero cicatrici, segni visibili di ferite, che in realtà sono invisibili, perché racchiuse nell&#8217;animo dei protagonisti delle sue opere.
Non solo, Psychoboy54 riesce a darci l&#8217;impressione che i suoi dipinti ci parlino, aggiungendo piccole vignette, frasi sbocconcellate o cancellate per metà: tramite questo espediente molto semplice ci sembra quasi di seguire il flusso dei pensieri dei personaggi ritratti.</div></div><br />
<a href="http://www.spaziarti.com/?p=594" target="_self">Leggi un&#8217;intervista a Francesco Barberini</a><br />
<a href="http://www.spaziarti.com/?p=603" target="_self">Leggi una Recensione su Francesco Barberini</a></p>
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		<title>Francesco Barberini</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 08:50:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[francesco barberini]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/immagini/barberini.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p>I dipinti su tela e disegni di Francesco Barberini hanno come soggetto soprattutto ritratti e autoritratti. Detto così può sembrare la mostra che SpaziArti propone molto tradizionale, in realtà non lo è per niente. Infatti, lo stile di Psychoboy54 (il nome d&#8217;arte scelto da Francesco Barberini) richiama subito alla mente i graffiti e i murales [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/immagini/barberini.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p><p>I dipinti su tela e disegni di Francesco Barberini hanno come soggetto soprattutto ritratti e autoritratti.<br />
Detto così può sembrare la mostra che SpaziArti propone molto tradizionale, in realtà non lo è per niente. Infatti, lo stile di Psychoboy54 (il nome d&#8217;arte scelto da Francesco Barberini) richiama subito alla mente i graffiti e i murales che siamo abituati a vedere in giro nelle nostre città e metropoli. Inoltre, in ogni personaggio rappresentato dall&#8217;artista i dettagli fisionomici vengono portati all&#8217;esagerazione.<br />
Ogni ruga, ogni occhiaia viene sottolineata, ogni smorfia amplificata, ogni espressione portata all&#8217;estremo, in maniera iperrealistica.<br />
Alle immagini vengono anche aggiunti piccoli particolari molto significativi, quali abbozzi di corna o cerotti che sembrano mostrarci, le prime, la malvagità<br />
insita nel personaggio o, i secondi, le ferite fisiche e morali delle persone ritratte.<br />
Molto spesso troviamo anche vignette o pezzi di frasi accanto ai volti ritratti nei<br />
dipinti: un espediente molto semplice ma efficace che ci autorizza a sbirciare per un attimo tra i pensieri dei personaggi.<br />
Questi dettagli iperrealistici e queste parole aggiunte ai dipinti donano ai ritratti<br />
un che di surreale, ci aiutano in un certo senso ad entrare nell&#8217;inconscio non solo dei personaggi, ma anche dell&#8217;artista stesso.<br />
Francesco Barberini dipinge spesso i suoi ritratti iperrealistici partendo da foto di se stesso, di amici e parenti. Questo gli consente di osservare il viso delle persone a lungo, per coglierne i dettagli più significativi e per immaginare i pensieri che si trovano dietro ai sorrisi tirati, alle espressioni corrucciate e ai volti seriosi.<br />
Questa è una mostra che ci fa capire quanto in realtà il nostro volto non è che<br />
lo specchio della nostra anima: chi ci conosce sa quando soffriamo, quando ci<br />
arrabbiamo e quando siamo pensierosi, lo capisce dal nostro sguardo o da una<br />
ruga all&#8217;angolo della bocca, lo capisce e lo vede anche se a volte cerchiamo di<br />
indossare una maschera per coprire i pensieri che si agitano nel nostro inconscio.</p>
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		<title>Francesco Barberini</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 20:13:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio Artisti]]></category>
		<category><![CDATA[Artista]]></category>
		<category><![CDATA[francesco barberini]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/immagini/barberini_img.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p>Leggi un&#8217;intervista a Francesco Barberini Leggi una Recensione su Francesco Barberini]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/immagini/barberini_img.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p><div class="pie-gallery alignGalleryCenter">
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</div>
</div>
<div class='et-box et-shadow'>
					<div class='et-box-content'>Francesco Barberini è nato a Parma nel 1981 e si è diplomato nel 2000 presso l’istituto d&#8217;arte Toschi; subito dopo ha cominciato a lavorare presso un&#8217;agenzia di grafica pubblicitaria. Di sicuro importante per lui è stato un soggiorno di sette mesi a Barcellona. Ha fondato poi con alcuni amici un gruppo d&#8217;arte chiamato i Koalaz. Ha partecipato a numerosi premi ed esposizioni nazionali, sia singolarmente sia insieme ad altri artisti o gruppi.
Al momento vive e lavora a Parma.</div></div>
<p><a href="http://www.spaziarti.com/?p=594" target="_self">Leggi un&#8217;intervista a Francesco Barberini</a></p>
<p><a href="http://www.spaziarti.com/?p=603" target="_self">Leggi una Recensione su Francesco Barberini</a></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="267" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="host=picasaweb.google.com&amp;hl=it&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2Fspaziartiungallery%2Falbumid%2F5574798500803956209%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Dit" /><param name="src" value="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="267" src="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" flashvars="host=picasaweb.google.com&amp;hl=it&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2Fspaziartiungallery%2Falbumid%2F5574798500803956209%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Dit"></embed></object></p>
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		<title>Intervista a Francesco Barberini</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 20:10:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiedilo all'artista]]></category>
		<category><![CDATA[francesco barberini]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>

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<p class="pie-img-wrapper"><a href="http://lh3.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TU8oTmfB1iI/AAAAAAAABg0/OzAipyCHeAk/dittico%2033x23.JPG?imgmax=640" rel="lightbox[2011-1-2-20-55-31]"><img src="http://lh3.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TU8oTmfB1iI/AAAAAAAABg0/OzAipyCHeAk/s72-c/dittico%2033x23.JPG" alt="dittico 33x23.JPG" width="72" height="72" class="pie-img"/></a></p>
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<p class="pie-img-wrapper"><a href="http://lh5.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TU8oT2TiWbI/AAAAAAAABg4/t-vZbySSges/60x60.JPG?imgmax=640" rel="lightbox[2011-1-2-20-55-31]"><img src="http://lh5.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TU8oT2TiWbI/AAAAAAAABg4/t-vZbySSges/s72-c/60x60.JPG" alt="60x60.JPG" width="72" height="72" class="pie-img"/></a></p>
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<p class="pie-img-wrapper"><a href="http://lh5.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TU8oUGDdP4I/AAAAAAAABg8/vlt32dr3DHo/50x60.JPG?imgmax=640" rel="lightbox[2011-1-2-20-55-31]"><img src="http://lh5.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TU8oUGDdP4I/AAAAAAAABg8/vlt32dr3DHo/s72-c/50x60.JPG" alt="50x60.JPG" width="72" height="72" class="pie-img"/></a></p>
</div>
</div>
<div class='et-box et-shadow'>
					<div class='et-box-content'><strong>Perché per le tue opere hai scelto proprio la tipologia del ritratto?
</strong>
E’ semplicemente la cosa che mi viene più naturale&#8230;</p>
<p><strong>Le persone che diventano protagoniste dei tuoi dipinti sono persone che conosci, fisionomie inventate, o volti che ti hanno casualmente colpito?
</strong>
Nei miei dipinti ritraggo principalmente persone che conosco, in modo che possa fare io le foto e quindi decidere luci, inquadrature etc., ma mi è capitato anche di dipingere da foto di altri, chiedendone il permesso o di trovare nei meandri della rete facce interessanti che mi hanno colpito e in aggiunta qualche faccia me la sono pure inventata&#8230; quindi direi che non ho un modus operandi rigido, mi faccio trascinare dal momento.</p>
<p><strong>Dato che i tuoi dipinti così iperrealisti sembrano mettere anche a nudo l&#8217;animo e i pensieri delle persone ritratte, ti sei mai cimentato in un autoritratto, come una sorta di autoanalisi di te stesso?</strong></p>
<p>Autoritratti me ne sono fatti molti, non per una sorta di narcisismo, ma  in primis, perché è più semplice fotografarsi da solo ed esprimere esattamente quello che si ha in testa e poi, proprio per un discorso di autoanalisi, nel senso che spesso mi fermo a pensare e divagando, ne nascono immagini e concetti che mi sento sulla pelle. Addirittura, molte volte nasce prima il titolo del quadro, proprio per via di questa premeditazione, come in &#8220;Cose che ti segnano&#8221; &#8220;Eroe di me stesso&#8221; o&#8221;Farò finta d&#8217;essere felice&#8221; che è un ritratto di mia madre.</div></div>
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