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	<title>SpaziArti Art Ungallery &#187; admin</title>
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		<title>“Femminile, Plurale”</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 08:41:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/wp-content/uploads/2011/02/heart_.jpeg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p>“Femminile, Plurale” Spaziarti Ungallery Dal 3 marzo 2011 Mostra collettiva con opere di: Alessia Iannetti Fabiana Guerrini Jara Marzulli Laura Zingarelli Linda Carrara Sabrina Milazzo In questi giorni il tema della figura della donna nella società è molto attuale, tutti però pongono l’accento su come gli uomini vedono le donne e le ragazze di oggi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/wp-content/uploads/2011/02/heart_.jpeg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p><p>“Femminile, Plurale”<br />
Spaziarti Ungallery<br />
Dal 3 marzo 2011</p>
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</div>
</div>
<p>Mostra collettiva con opere di:<br />
Alessia Iannetti<br />
Fabiana Guerrini<br />
Jara Marzulli<br />
Laura Zingarelli<br />
Linda Carrara<br />
Sabrina Milazzo</p>
<p>In questi giorni il tema della figura della donna nella società è molto attuale, tutti però pongono l’accento su come gli uomini vedono le donne e le ragazze di oggi, su qual’ è l’immagine che le donne mostrano all’esterno.<br />
Questa è una mostra che invece cerca di farci capire come le donne vedono le donne, sia dal punto di vista fisico, sia dal punto di vista psicologico.<br />
Come vive la donna di oggi la sensualità, la maternità, il dolore, la solitudine, la riflessione?<br />
Queste sono le domande a cui le artiste in mostra alla Galleria Spaziarti cercano di dare risposte personali, ma nello stesso tempo universali, perché accomunano in un certo senso tutte le donne.<br />
Ognuna di queste artiste ha uno stile diverso, usa tecniche differenti e veicola messaggi personali.<br />
Laura Zingarelli ci presenta due opere in cui coppie di donne sono rappresentate in modo molto realistico, con colori vivaci, a tratti squillanti. In Eva contro Eva, per esempio, vediamo una coppia di ragazze intente a rilassarsi e a prendere il sole sull’asciugamano, mostrando, forse senza neanche accorgersene, il proprio lato sensuale.<br />
Sabrina Milazzo, in due dei tre dipinti qui esposti, rappresenta la sensualità della donna che è anche madre. In Quotidiana Immunità  si focalizza in particolare sull’allattamento, atto femminile e materno per eccellenza.<br />
Jara Marzulli è presente con tre opere che sembrano quasi fotografie, quanto sono iperrealistiche. In tutti e tre i dipinti vediamo delle donne svestite, ma l’idea che ci evocano maggiormente non è la sensualità, bensì la sofferenza. In Sisters le due donne stanno ricucendosi a vicenda vistose ferite. Questo dipinto forse rappresenta due donne in difficoltà, che si aiutano tra loro, e questo le avvicina fino a creare tra di loro un rapporto strettissimo, quasi di sorellanza.<br />
Alessia Iannetti rappresenta la figura femminile in forma di angelo, ferita e lacerata, ma le sue ferite riguardano più il cuore, che vediamo rappresentato in modo strettamente scientifico in Heart e in Section. Le donne rappresentate da Alessia Iannetti sono sole, isolate e soffrono per amore. Molto particolare è la tecnica da lei usata: si tratta infatti di matita e colori su tavola in legno.<br />
Le Pitture di Linda Carrara tornano sul tema della solitudine: vediamo infatti figure femminili quasi evanescenti, di nero vestite e poste al centro di palcoscenici vuoti: donne sole e sofferenti lasciate sole in mezzo al palcoscenico della vita senza una maschera che possa proteggerle.<br />
Anche Fabiana Guerrini indaga un tema tipicamente teatrale, quello del doppio. Infatti i suoi dipinti sono tutti autoritratti: l’artista rappresenta il suo doppio in pittura, inoltre accenna in generale ed in maniera ironica alla duplicità del mondo che ci circonda, in particolare nell’opera in cui vediamo, di fianco alla ragazza, un cagnolino dotato di due teste!</p>
<p>In questa mostra collettiva sette donne diverse tra loro cercano di riflettere sulla figura femminile, sul suo corpo, sui suoi pensieri e sentimenti.<br />
Ognuna affronta un tema differente e lo elabora a suo modo, ma tutte queste opere e queste visioni ci offrono diversi spunti di riflessione e approfondimento su come le donne di oggi si vedono.</p>
<p>Anna Chiara Giorgetti</p>
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		<title>Proiezioni dell’inconscio</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 19:45:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[francesco barberini]]></category>
		<category><![CDATA[proiezioni dell'inconscio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/immagini/barberini.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p>Leggi un&#8217;intervista a Francesco Barberini Leggi una Recensione su Francesco Barberini]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/immagini/barberini.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p><div class="pie-gallery alignGalleryCenter">
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</div>
</div>
<p><div class='et-box et-shadow'>
					<div class='et-box-content'>Dal 10 al 26 febbraio 2011, SpaziArti presenta la mostra personale di Francesco Barberini, altrimenti conosciuto come  Psychoboy54, un giovane artista di Parma.
In questa mostra verranno esposti diversi dipinti e disegni, realizzati con uno stile che ricorda molto i graffiti che siamo abituati a vedere in giro sui muri, sui treni e sulle metropolitane delle nostre città.
Ma Francesco Barberini non è un comune writer, ce ne possiamo accorgere soprattutto osservando i suoi dipinti su tavola. Sono ritratti iperrealistici, in cui ogni particolare, ogni ruga, ogni smorfia vengono sottolineati all&#8217;eccesso <a href="http://www.east-inflatables.co.uk/c/004.html">Inflatable Toys</a>.
Questi volti risultano quindi esageratamente espressivi e, proprio per questo, quasi irreali o surreali.
Occhiaie, bocche aperte, denti digrignati, gesti inconsulti, cerotti, vengono registrati senza pietà sui dipinti e nei disegni dell&#8217;artista, che non li minimizza, anzi li evidenzia, come se questi dettagli fossero cicatrici, segni visibili di ferite, che in realtà sono invisibili, perché racchiuse nell&#8217;animo dei protagonisti delle sue opere.
Non solo, Psychoboy54 riesce a darci l&#8217;impressione che i suoi dipinti ci parlino, aggiungendo piccole vignette, frasi sbocconcellate o cancellate per metà: tramite questo espediente molto semplice ci sembra quasi di seguire il flusso dei pensieri dei personaggi ritratti.</div></div><br />
<a href="http://www.spaziarti.com/?p=594" target="_self">Leggi un&#8217;intervista a Francesco Barberini</a><br />
<a href="http://www.spaziarti.com/?p=603" target="_self">Leggi una Recensione su Francesco Barberini</a></p>
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		<title>Francesco Barberini</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 08:50:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[francesco barberini]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/immagini/barberini.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p>I dipinti su tela e disegni di Francesco Barberini hanno come soggetto soprattutto ritratti e autoritratti. Detto così può sembrare la mostra che SpaziArti propone molto tradizionale, in realtà non lo è per niente. Infatti, lo stile di Psychoboy54 (il nome d&#8217;arte scelto da Francesco Barberini) richiama subito alla mente i graffiti e i murales [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/immagini/barberini.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p><p>I dipinti su tela e disegni di Francesco Barberini hanno come soggetto soprattutto ritratti e autoritratti.<br />
Detto così può sembrare la mostra che SpaziArti propone molto tradizionale, in realtà non lo è per niente. Infatti, lo stile di Psychoboy54 (il nome d&#8217;arte scelto da Francesco Barberini) richiama subito alla mente i graffiti e i murales che siamo abituati a vedere in giro nelle nostre città e metropoli. Inoltre, in ogni personaggio rappresentato dall&#8217;artista i dettagli fisionomici vengono portati all&#8217;esagerazione.<br />
Ogni ruga, ogni occhiaia viene sottolineata, ogni smorfia amplificata, ogni espressione portata all&#8217;estremo, in maniera iperrealistica.<br />
Alle immagini vengono anche aggiunti piccoli particolari molto significativi, quali abbozzi di corna o cerotti che sembrano mostrarci, le prime, la malvagità<br />
insita nel personaggio o, i secondi, le ferite fisiche e morali delle persone ritratte.<br />
Molto spesso troviamo anche vignette o pezzi di frasi accanto ai volti ritratti nei<br />
dipinti: un espediente molto semplice ma efficace che ci autorizza a sbirciare per un attimo tra i pensieri dei personaggi.<br />
Questi dettagli iperrealistici e queste parole aggiunte ai dipinti donano ai ritratti<br />
un che di surreale, ci aiutano in un certo senso ad entrare nell&#8217;inconscio non solo dei personaggi, ma anche dell&#8217;artista stesso.<br />
Francesco Barberini dipinge spesso i suoi ritratti iperrealistici partendo da foto di se stesso, di amici e parenti. Questo gli consente di osservare il viso delle persone a lungo, per coglierne i dettagli più significativi e per immaginare i pensieri che si trovano dietro ai sorrisi tirati, alle espressioni corrucciate e ai volti seriosi.<br />
Questa è una mostra che ci fa capire quanto in realtà il nostro volto non è che<br />
lo specchio della nostra anima: chi ci conosce sa quando soffriamo, quando ci<br />
arrabbiamo e quando siamo pensierosi, lo capisce dal nostro sguardo o da una<br />
ruga all&#8217;angolo della bocca, lo capisce e lo vede anche se a volte cerchiamo di<br />
indossare una maschera per coprire i pensieri che si agitano nel nostro inconscio.</p>
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		<title>Francesco Barberini</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 20:13:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio Artisti]]></category>
		<category><![CDATA[Artista]]></category>
		<category><![CDATA[francesco barberini]]></category>
		<category><![CDATA[Spaziarti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/immagini/barberini_img.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p>Leggi un&#8217;intervista a Francesco Barberini Leggi una Recensione su Francesco Barberini]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/immagini/barberini_img.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p><div class="pie-gallery alignGalleryCenter">
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<p class="pie-img-wrapper"><a rel="lightbox[2011-1-2-20-55-31]" href="http://lh5.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TU8oUGDdP4I/AAAAAAAABg8/vlt32dr3DHo/50x60.JPG?imgmax=640"><img class="pie-img" src="http://lh5.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TU8oUGDdP4I/AAAAAAAABg8/vlt32dr3DHo/s72-c/50x60.JPG" alt="50x60.JPG" width="72" height="72" /></a></p>
</div>
</div>
<div class='et-box et-shadow'>
					<div class='et-box-content'>Francesco Barberini è nato a Parma nel 1981 e si è diplomato nel 2000 presso l’istituto d&#8217;arte Toschi; subito dopo ha cominciato a lavorare presso un&#8217;agenzia di grafica pubblicitaria. Di sicuro importante per lui è stato un soggiorno di sette mesi a Barcellona. Ha fondato poi con alcuni amici un gruppo d&#8217;arte chiamato i Koalaz. Ha partecipato a numerosi premi ed esposizioni nazionali, sia singolarmente sia insieme ad altri artisti o gruppi.
Al momento vive e lavora a Parma.</div></div>
<p><a href="http://www.spaziarti.com/?p=594" target="_self">Leggi un&#8217;intervista a Francesco Barberini</a></p>
<p><a href="http://www.spaziarti.com/?p=603" target="_self">Leggi una Recensione su Francesco Barberini</a></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="267" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="host=picasaweb.google.com&amp;hl=it&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2Fspaziartiungallery%2Falbumid%2F5574798500803956209%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Dit" /><param name="src" value="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="267" src="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" flashvars="host=picasaweb.google.com&amp;hl=it&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2Fspaziartiungallery%2Falbumid%2F5574798500803956209%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Dit"></embed></object></p>
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		<title>Intervista a Francesco Barberini</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 20:10:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiedilo all'artista]]></category>
		<category><![CDATA[francesco barberini]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<div class="pie-gallery alignGalleryCenter">
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</div>
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<p class="pie-img-wrapper"><a href="http://lh3.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TU8oTmfB1iI/AAAAAAAABg0/OzAipyCHeAk/dittico%2033x23.JPG?imgmax=640" rel="lightbox[2011-1-2-20-55-31]"><img src="http://lh3.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TU8oTmfB1iI/AAAAAAAABg0/OzAipyCHeAk/s72-c/dittico%2033x23.JPG" alt="dittico 33x23.JPG" width="72" height="72" class="pie-img"/></a></p>
</div>
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<p class="pie-img-wrapper"><a href="http://lh5.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TU8oT2TiWbI/AAAAAAAABg4/t-vZbySSges/60x60.JPG?imgmax=640" rel="lightbox[2011-1-2-20-55-31]"><img src="http://lh5.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TU8oT2TiWbI/AAAAAAAABg4/t-vZbySSges/s72-c/60x60.JPG" alt="60x60.JPG" width="72" height="72" class="pie-img"/></a></p>
</div>
<div class="pie-item" style="margin:10px 10px 10px 10px;">
<p class="pie-img-wrapper"><a href="http://lh5.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TU8oUGDdP4I/AAAAAAAABg8/vlt32dr3DHo/50x60.JPG?imgmax=640" rel="lightbox[2011-1-2-20-55-31]"><img src="http://lh5.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TU8oUGDdP4I/AAAAAAAABg8/vlt32dr3DHo/s72-c/50x60.JPG" alt="50x60.JPG" width="72" height="72" class="pie-img"/></a></p>
</div>
</div>
<div class='et-box et-shadow'>
					<div class='et-box-content'><strong>Perché per le tue opere hai scelto proprio la tipologia del ritratto?
</strong>
E’ semplicemente la cosa che mi viene più naturale&#8230;</p>
<p><strong>Le persone che diventano protagoniste dei tuoi dipinti sono persone che conosci, fisionomie inventate, o volti che ti hanno casualmente colpito?
</strong>
Nei miei dipinti ritraggo principalmente persone che conosco, in modo che possa fare io le foto e quindi decidere luci, inquadrature etc., ma mi è capitato anche di dipingere da foto di altri, chiedendone il permesso o di trovare nei meandri della rete facce interessanti che mi hanno colpito e in aggiunta qualche faccia me la sono pure inventata&#8230; quindi direi che non ho un modus operandi rigido, mi faccio trascinare dal momento.</p>
<p><strong>Dato che i tuoi dipinti così iperrealisti sembrano mettere anche a nudo l&#8217;animo e i pensieri delle persone ritratte, ti sei mai cimentato in un autoritratto, come una sorta di autoanalisi di te stesso?</strong></p>
<p>Autoritratti me ne sono fatti molti, non per una sorta di narcisismo, ma  in primis, perché è più semplice fotografarsi da solo ed esprimere esattamente quello che si ha in testa e poi, proprio per un discorso di autoanalisi, nel senso che spesso mi fermo a pensare e divagando, ne nascono immagini e concetti che mi sento sulla pelle. Addirittura, molte volte nasce prima il titolo del quadro, proprio per via di questa premeditazione, come in &#8220;Cose che ti segnano&#8221; &#8220;Eroe di me stesso&#8221; o&#8221;Farò finta d&#8217;essere felice&#8221; che è un ritratto di mia madre.</div></div>
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		<title>Alessandro Del Pero</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Jan 2011 20:07:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio Artisti]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro del pero]]></category>
		<category><![CDATA[Artista]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/immagini/delpero.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p>Leggi un intervista ad Alessandro Del Pero]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/immagini/delpero.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p><div class="pie-gallery alignGalleryCenter">
<div class="pie-item" style="margin: 10px 10px 10px 10px;">
<p class="pie-img-wrapper"><a title="La Dolce Attesa 2 90 x 140 cm" rel="lightbox[2011-0-1-0-35-58]" href="http://lh6.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TSoKPtSB3QI/AAAAAAAABWk/ursQ09qnD_M/dolce_attesa_2.jpg?imgmax=640"><img class="pie-img" src="http://lh6.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TSoKPtSB3QI/AAAAAAAABWk/ursQ09qnD_M/s144-c/dolce_attesa_2.jpg" alt="La Dolce Attesa 2 90 x 140 cm" width="144" height="144" /></a></p>
</div>
<div class="pie-item" style="margin: 10px 10px 10px 10px;">
<p class="pie-img-wrapper"><a title="senza titolo 70 x 90 cm" rel="lightbox[2011-0-1-0-35-58]" href="http://lh3.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TSoKQAzwhzI/AAAAAAAABWo/TY2MLHyTycQ/senza_titolo.jpg?imgmax=640"><img class="pie-img" src="http://lh3.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TSoKQAzwhzI/AAAAAAAABWo/TY2MLHyTycQ/s144-c/senza_titolo.jpg" alt="senza titolo 70 x 90 cm" width="144" height="144" /></a></p>
</div>
<div class="pie-item" style="margin: 10px 10px 10px 10px;">
<p class="pie-img-wrapper"><a title="giovane artista posa e pensa al suo posto fra i grandi 115 x 115 cm" rel="lightbox[2011-0-1-0-35-58]" href="http://lh3.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TSoKQbZ7gaI/AAAAAAAABWs/1R8GVrhhUgA/giovane_artista_posa.jpg?imgmax=640"><img class="pie-img" src="http://lh3.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TSoKQbZ7gaI/AAAAAAAABWs/1R8GVrhhUgA/s144-c/giovane_artista_posa.jpg" alt="giovane artista posa e pensa al suo posto fra i grandi 115 x 115 cm" width="144" height="144" /></a></p>
</div>
</div>
<div class='et-box et-shadow'>
					<div class='et-box-content'>Alessandro Del Pero è nato a Bolzano, il 13 gennaio 1979.
Nel 1998 si trasferisce a Firenze dove si iscrive alla Facoltà di Architettura.
Durante gli studi si specializza nella progettazione grafica e design. Collabora con una azienda del settore tessile nella ideazione e realizzazione di una linea di abbigliamento.<a href="http://area.east-inflatables.com/Cat-United-States-28-b0.html">United States</a></p>
<p>Nel  2005 si laurea in architettura e rientra a Bolzano.
Nel 2006 inizia la sua esperienza professionale come architetto.
Sempre in questo periodo si avvicina al mondo della pittura e nel 2007 espone i suoi primi lavori in una mostra personale presso Kunstart, fiera d’arte contemporanea.
Nel maggio 2007 si trasferisce a Barcellona (Spagna), dove inizia a dedicarsi a pieno alla pittura iniziando il suo percorso da autodidatta.<a href="http://www.east-inflatables.co.uk/p/016010.html">uk inflatable rock for sale</a>
Nel 2008 e 2009 realizza due mostre personali proprio nella capitale catalana.
Sempre nello stesso periodo partecipa ad alcune mostre collettive.
Nel marzo 2010 rientra a Bolzano dove attualmente vive e lavora.</div></div>
<div class="pie-gallery alignGalleryCenter">
<div class="pie-item" style="margin: 10px 10px 10px 10px;">
<p class="pie-img-wrapper"><a title="testa di toro 3 30 x 30 cm" rel="lightbox[2011-0-1-0-36-43]" href="http://lh5.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TSoKQxvrlEI/AAAAAAAABWw/yhCDVgExiJ4/testa_toro_3.jpg?imgmax=640"><img class="pie-img" src="http://lh5.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TSoKQxvrlEI/AAAAAAAABWw/yhCDVgExiJ4/s144-c/testa_toro_3.jpg" alt="testa di toro 3 30 x 30 cm" width="144" height="144" /></a></p>
</div>
<div class="pie-item" style="margin: 10px 10px 10px 10px;">
<p class="pie-img-wrapper"><a title="senza titolo (tuffatore) 120 x 120 cm" rel="lightbox[2011-0-1-0-36-43]" href="http://lh6.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TSoKQ66AFMI/AAAAAAAABW0/8gj-Tcv41jg/senza_titolo_tuffatore.jpg?imgmax=640"><img class="pie-img" src="http://lh6.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TSoKQ66AFMI/AAAAAAAABW0/8gj-Tcv41jg/s144-c/senza_titolo_tuffatore.jpg" alt="senza titolo (tuffatore) 120 x 120 cm" width="144" height="144" /></a></p>
</div>
<div class="pie-item" style="margin: 10px 10px 10px 10px;">
<p class="pie-img-wrapper"><a title="volto 60 x 60 cm" rel="lightbox[2011-0-1-0-36-43]" href="http://lh5.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TSoKRWm9bcI/AAAAAAAABW4/rU5W852Er2Q/volto.jpg?imgmax=640"><img class="pie-img" src="http://lh5.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TSoKRWm9bcI/AAAAAAAABW4/rU5W852Er2Q/s144-c/volto.jpg" alt="volto 60 x 60 cm" width="144" height="144" /></a></p>
</div>
</div>
<p><a href=" http://www.spaziarti.com/?p=444" target="_self">Leggi un intervista ad Alessandro Del Pero</a></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="267" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="host=picasaweb.google.com&amp;hl=it&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2Fspaziartiungallery%2Falbumid%2F5565313527159050369%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Dit" /><param name="src" value="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="267" src="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" flashvars="host=picasaweb.google.com&amp;hl=it&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2Fspaziartiungallery%2Falbumid%2F5565313527159050369%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Dit"></embed></object></p>
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		<title>Incomodo</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Jan 2011 20:59:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro del pero]]></category>
		<category><![CDATA[incomodo]]></category>
		<category><![CDATA[Spaziarti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/immagini/giovane_artista_posa.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/immagini/giovane_artista_posa.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p><div class="pie-gallery alignGalleryCenter">
<div class="pie-item" style="margin: 10px 10px 10px 10px;">
<p class="pie-img-wrapper"><a title="testa di toro 3 30 x 30 cm" rel="lightbox[2011-0-1-0-30-11]" href="http://lh5.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TSoKQxvrlEI/AAAAAAAABWw/yhCDVgExiJ4/testa_toro_3.jpg?imgmax=640"><img class="pie-img" src="http://lh5.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TSoKQxvrlEI/AAAAAAAABWw/yhCDVgExiJ4/s144-c/testa_toro_3.jpg" alt="testa di toro 3 30 x 30 cm" width="144" height="144" /></a></p>
</div>
<div class="pie-item" style="margin: 10px 10px 10px 10px;">
<p class="pie-img-wrapper"><a title="senza titolo (tuffatore) 120 x 120 cm" rel="lightbox[2011-0-1-0-30-11]" href="http://lh6.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TSoKQ66AFMI/AAAAAAAABW0/8gj-Tcv41jg/senza_titolo_tuffatore.jpg?imgmax=640"><img class="pie-img" src="http://lh6.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TSoKQ66AFMI/AAAAAAAABW0/8gj-Tcv41jg/s144-c/senza_titolo_tuffatore.jpg" alt="senza titolo (tuffatore) 120 x 120 cm" width="144" height="144" /></a></p>
</div>
<div class="pie-item" style="margin: 10px 10px 10px 10px;">
<p class="pie-img-wrapper"><a title="volto 60 x 60 cm" rel="lightbox[2011-0-1-0-30-11]" href="http://lh5.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TSoKRWm9bcI/AAAAAAAABW4/rU5W852Er2Q/volto.jpg?imgmax=640"><img class="pie-img" src="http://lh5.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TSoKRWm9bcI/AAAAAAAABW4/rU5W852Er2Q/s144-c/volto.jpg" alt="volto 60 x 60 cm" width="144" height="144" /></a></p>
</div>
</div>
<div class='et-box et-shadow'>
					<div class='et-box-content'>In mostra ventisette dipinti. Lavoro-dichiarazione di “incomodità” dell’uomo contemporaneo, costretto nel suo ruolo di spettatore impotente della propria condizione esistenziale. Minotauri, teste taurine, corpi e volti d’uomini costellano il suo mondo figurativo. Figure forzate, sospese, posturalmente innaturali, personaggi non personaggi, immersi in una calma contemplativa e afona che imprigiona energia in potenza. I contrasti sono alla base delle sue opere: assenza-presenza di colore, istinto primordiale-ragione,  colore compatto-liquido, uomo-animale, consapevolezza-dubbio. Arte come riflessione e mezzo per comunicare una condizione “incomoda”, generale e individuale. Le figure – apparentemente incerte – sono protette da numerose patine e strati di pigmento sovrapposto che danno forma e consistenza alle immagini. Mediante l’iterazione della superficie, le sovrapposizioni, le colate, l’alternanza di campiture piatte e diluite, nette e stemperate e lo sfaldamento di materia, l’artista riesce a esprimere lo smarrimento generazionale e l’“incomodità” dell’uomo contemporaneo. Tangibile è la forte necessità di un’approfondita meditazione, dilatata nel tempo, che porta a un graduale disvelamento dell’io, tramite il continuo e ininterrotto scavare sotto gli strati che lo proteggono. L’uomo e il suo confronto-scontro con la vita sono il fulcro delle sue opere dalle quali emergono figure sospese, incerte, attanagliate da perenni dubbi, nella cosciente-incosciente ricerca di sé e del proprio spazio nel mondo. “In questo senso la raffigurazione – di matrice prevalentemente autobiografica– della figura umana gioca provocatoriamente ed ironicamente con il ruolo di soggetto artistico”. Dualità arte-vita è la chiave di volta della sua poetica. </div></div>
<div class="pie-gallery alignGalleryCenter">
<div class="pie-item" style="margin: 10px 10px 10px 10px;">
<p class="pie-img-wrapper"><a title="La Dolce Attesa 2 90 x 140 cm" rel="lightbox[2011-0-1-0-29-20]" href="http://lh6.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TSoKPtSB3QI/AAAAAAAABWk/ursQ09qnD_M/dolce_attesa_2.jpg?imgmax=640"><img class="pie-img" src="http://lh6.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TSoKPtSB3QI/AAAAAAAABWk/ursQ09qnD_M/s144-c/dolce_attesa_2.jpg" alt="La Dolce Attesa 2 90 x 140 cm" width="144" height="144" /></a></p>
</div>
<div class="pie-item" style="margin: 10px 10px 10px 10px;">
<p class="pie-img-wrapper"><a title="senza titolo 70 x 90 cm" rel="lightbox[2011-0-1-0-29-20]" href="http://lh3.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TSoKQAzwhzI/AAAAAAAABWo/TY2MLHyTycQ/senza_titolo.jpg?imgmax=640"><img class="pie-img" src="http://lh3.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TSoKQAzwhzI/AAAAAAAABWo/TY2MLHyTycQ/s144-c/senza_titolo.jpg" alt="senza titolo 70 x 90 cm" width="144" height="144" /></a></p>
</div>
<div class="pie-item" style="margin: 10px 10px 10px 10px;">
<p class="pie-img-wrapper"><a title="giovane artista posa e pensa al suo posto fra i grandi 115 x 115 cm" rel="lightbox[2011-0-1-0-29-20]" href="http://lh3.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TSoKQbZ7gaI/AAAAAAAABWs/1R8GVrhhUgA/giovane_artista_posa.jpg?imgmax=640"><img class="pie-img" src="http://lh3.ggpht.com/_T-dvLG9FSS0/TSoKQbZ7gaI/AAAAAAAABWs/1R8GVrhhUgA/s144-c/giovane_artista_posa.jpg" alt="giovane artista posa e pensa al suo posto fra i grandi 115 x 115 cm" width="144" height="144" /></a></p>
</div>
</div>
<div class='et-box et-shadow'>
					<div class='et-box-content'>Volti indefiniti, sformati e mascherati – caricati di valori mitologici – che nelle composizioni esprimono emozioni forti e intense mostrando i molteplici stati d’animo dell’uomo contemporaneo: paura, insicurezza, inadeguatezza e mutevolezza. Anche il Minotauro ha le sue debolezze: la forza e la possanza della corporatura gli conferiscono l’illusoria invincibilità che nasconde fragilità e incertezze. La solidità mitologica è pertanto vinta ironicamente dalla complessità dell’essere umano tormentato da innumerevoli interrogativi.</div></div>
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		<title>Intervista a Alessandro Del Pero</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 23:04:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiedilo all'artista]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/immagini/delpero.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/immagini/delpero.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p><div class='et-box et-shadow'>
					<div class='et-box-content'><strong>Il minotauro figura mitica per 	eccellenza viene da te trasposta in una dimensione fortemente reale 	quasi dissacrante. Quali significati assume nel tuo percorso 	artistico tale soggetto?</strong></p>
<p>Non so se abbia un significato particolare. E’ stato, direi, un senso di curiosità a portarmi a realizzare  i primi lavori su questo soggetto.</p>
<p>Affrontare un tema come questo è un po’ come mettersi a confronto con  la storia, la leggenda, e questo senso del “mito” è un po’in antitesi con quel che generalmente emerge dai miei lavori.</p>
<p><strong>Lo studio dei soggetti 	rappresentati parte generalmente da una matrice autobiografica. 	quali sono le tue altre fonti di ispirazione e i tuoi modelli? 	ritrai dal reale o da immagini?</strong></p>
<p>In realtà è uno studio autoreferenziale più che autobiografico. Nel senso che non intendo raccontare di me, ma utilizzo me stesso, fisicamente, come referenza nella creazione di un’immagine umana.</p>
<p>Questo lo faccio generalmente tramite la fotografia, quasi sempre con l’utilizzo del mio telefono cellulare. Mi scatto una foto e la visualizzo sullo stesso apparecchio.</p>
<p>La mia fonte di ispirazione è l’uomo. L’uomo del mio tempo e l’idea che di lui mi sto costruendo attraverso l’esperienza diretta e indiretta.</p>
<p><strong>Evidenti sono i contrasti alla 	base delle tue opere: assenza di pigmento-netta presenza, colore 	compatto-liquido, istinto primordiale-ragione, uomo-animale, 	consapevolezza-dubbio. Arte come sfogo o mezzo per comunicare una 	condizione “incomoda”, generale o individuale?</strong></p>
<p>Credo che l’arte non possa essere assolutamente considerata un mezzo di sfogo. Al contrario, se analizzata dal punto di vista creativo, cioè dell’artista, credo che essa possa arrivare ad essere un ulteriore messa in discussione del “sé”. Quindi più che canale di sfogo rischia diventare un tunnel senza uscita, se affrontata in quest’ ottica. La considero invece un mezzo comunicativo, soprattutto se analizzata dal punto di vista del fruitore, del pubblico.</p>
<p>In arte, l’atto creativo è evidentemente stimolato da cause di tipo razionale, ma  deve formalizzarsi attraverso un processo di natura primitiva, istintiva, spesso proprio irrazionale.</p>
<p>L’artista deve considerarsi un “ricercatore” più che un comunicatore.</p>
<p>Credo nell’arte fine a se stessa. Solo come tale può considerarsi un’autentica nuova occasione di riflessione.</div></div>
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		<title>Intervista a Sebastiano Benegiamo</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 15:46:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiedilo all'artista]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/immagini/profilobene.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p>a cura di i Daniela e Carmen (StatArt)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/immagini/profilobene.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p><p><em>a cura di i Daniela e Carmen (StatArt)</em></p>
<div class='et-box et-shadow'>
					<div class='et-box-content'>
<strong>Da cosa e da dove nasce l&#8217;esigenza di realizzare un &#8220;Diario Visuale&#8221;? Cosa ti ha spinto a rappresentare il tuo mondo &#8211; luoghi, affetti e te stesso &#8211; attraverso le immagini?</strong></p>
<p>certamente la necessità di fermare il tempo, accettando come dato di fatto lo scorrere degli eventi, amo pensare</p>
<p>che io possa rubare dei momenti di eternità, anche se questo dovesse poi risultare falso, non m&#8217;interessa in quanto essendo una mia necessità la ritengo utile alla mia sopravvivenza in questo luogo che abito. inoltre essendo anche uno scrittore (se così mi posso ritenere), sento il bisogno di raccontarmi, e essendo che l&#8217;immagine che voglio dare di me è la più fedele alla realtà esigo di rappresentare il mondo che vivo, quelle cose e quelle persone che abitano la mia vita, come tu hai scritto, la mia quotidianetà&#8230;ma tutto questo è per adesso, poi si vedrà&#8230;</p>
<p><strong>Ci hai accennato, che nei periodi caldi ti ritiri con altri artisti in una cascina sui magnifici colli fiorentini. Perchè questa necessità e quanto ti condiziona e influenza artisticamente il contatto con altri artisti?</strong></p>
<p>-il contatto che ho avuto con altri artisti mi ha aiutato a comprendere e pulire il mio concetto di arte&#8230;a sviluppare una mia idea chiara e sempre più personale&#8230;ciò non significa che io abbia accettato le idee degli altri come oro colato, bensì che io abbia fatto un lavoro dentro di me per capire esattamente cosa mi interessa e cosa invece non voglio che faccia parte del mio mondo immaginativo&#8230;questo tipo di lavoro è tuttora in corso d&#8217;opera ed è sempre in discussione, ciò che non posso discutere è quella sensazione allo stomaco che mi accompagna da sempre e che è il giudice di tutte le mie scelte.</p>
<p><strong>L&#8217;istinto e l&#8217;ispirazione sono la condizione sine qua non del tuo operare artistico. Ci potresti parlare della fase artistica che stai attraversando? Perchè è proprio il disegno?</strong></p>
<p>per molti anni ho dipinto senza preoccuparmi del disegno, ma dentro di me viveva la sensazione che il disegno fosse il fondamento della costruzione di un quadro, o della sua distruzione all&#8217;occorrenza&#8230;molte volte ho visto quadri molto importanti e ho apprezzato più i disegni preparatori che l&#8217;opera compiuta&#8230;in fondo il disegno è un po&#8217; lo scheletro&#8230;
certo i miei disegni vengono realizzati già come opera compiuta e non come preparazione di un qualcosa che verrà, e in questo infatti non differiscono molto dai miei dipinti, ma nel disegno attualmente sento più libertà che in un quadro, è una fase</p>
<p>e non potrei fare diversamente adesso, visto che l&#8217;ultima volta che ho provato a dipingere mi sono sentito un andicappato, incapace, e ti garantisco non è stata affatto una bella sensazione&#8230;credo che sia una fase in quanto ho sempre avuto un istinto piuttosto acceso verso il colore, e mi auguro che questo lavoro che sto facendo sul disegno mi serva a migliorare le qualità del mio operare.</p>
</div></div>
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		<title>Diario visuale: Ritratti e Paesaggi</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 20:05:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/immagini/inmostra.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p>SpaziArti Ungallery è lieta di invitarvi martedì 14 dicembre 2010 all’inaugurazione della nuova mostra: Diario Visuale: Ritratti e Paesaggi di Sebastiano Benegiamo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/immagini/inmostra.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p><p></br><br />
<div class='et-box et-shadow'>
					<div class='et-box-content'>
</br>
< In mostra trenta disegni inediti e un dipinto – realizzati dal vivo – che immergono completamente lo spettatore nel mondo di Sebastiano Benegiamo, giovane artista fiorentino. Ritratti i suoi affetti – padre, madre, fidanzata, amici, artisti colleghi – ma anche i luoghi che frequenta, che vive: opere forti, incisive e penetranti. Traduce in immagini gli stati d’animo: volti di donne e uomini riflessivi, sereni, ma anche tristi che parlano con gli occhi e le espressioni del viso trasmettendoci le loro sensazioni e la loro visione del mondo. Come in Essere John Malcovich, lo spettatore si identifica per tutta la durata della mostra in Sebastiano Benegiamo, guarda coi suoi occhi e prova le sue emozioni. Attraverso i volti degli altri, l’artista attua una personale ricerca e analisi introspettiva-psicologica della sua quotidianità: luoghi, persone, affetti. Arte come luogo di riflessione e disanima dell’io e della propria personalità. Profonda necessità di immortalare ogni respiro della sua vita e tutto ciò che lo circonda. Tonalità velate, leggere, tendenti ai grigi e ai bruni, funzionali a focalizzare l’attenzione sul soggetto, sull’interiorità. L’artista non realizza dei ritratti iperrealisti, ma accentua volutamente difetti, imperfezioni e asimmetrie: tratti fisiognomici unici e distintivi. L’universo interiore ed esteriore di Sebastiano si fondono per  mostrarci il complesso mondo dell’artista. Riflessione intima e delicata, dolce e amorevole. In alcuni casi, il soggetto è quasi totalmente celato dalla stessa materia: è proprio la presenza e l’assenza di pigmento a dare corposità e profondità alla figura. Colate di lapis e di terra che danno consistenza alle composizioni. Lavoro reiterato sul foglio legato al mettere e al togliere progressivo: è col levare che si crea, si forma la figura.  Artista famelico, dinamico, maturo, opera solo se in presenza d’ispirazione, di istinto creativo. Nonostante abbia realizzato con successo opere a colori, si trova ora nella fase del bianco e nero, del disegno e in particolar modo nei generi presenti in mostra: ritratti e paesaggi. Sebastiano vive in simbiosi con l’arte, vi si immerge totalmente: arte, quindi, come sinonimo della sua vita.   <strong>Inaugurazione 14 dicembre 2010 ore 18:30
SpaziArti Ungallery è aperta tutti i giorni, esclusa la domenica, dalle ore 17:00 alle ore 19:30.</strong> </div></div></p>
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