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	<title>SpaziArti Art Ungallery &#187; cavaliere inesistente</title>
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		<title>Il cavaliere inesistente</title>
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		<pubDate>Tue, 29 May 2012 18:32:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostra Conclusa]]></category>
		<category><![CDATA[cavaliere inesistente]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/wp-content/uploads/2012/05/1-e1339073576240.png&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/wp-content/uploads/2012/05/1-e1339073576240.png&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p><div class="pie-gallery alignGalleryCenter">
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<p class="pie-img-wrapper"><a rel="lightbox[2011-1-2-20-55-31]" href="https://lh6.googleusercontent.com/-Ugq1ArRbnqA/T8PeaTlpo5I/AAAAAAAAF48/2TtvQ_BnbXc/s800/storia%2520e%2520utopia.jpg?imgmax=640"><img class="pie-img" src="https://lh6.googleusercontent.com/-Ugq1ArRbnqA/T8PeaTlpo5I/AAAAAAAAF48/2TtvQ_BnbXc/s800/storia%2520e%2520utopia.jpg" alt="50x60.JPG" width="72" height="72" /></a></p>
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					<div class='et-box-content'>Nelle sue tele Raffaele De Rosa esprime la volontà di “resurrezione” di un mondo eroico, con le sue gesta, i suoi cavalieri e le sue dame.
E’ evidente nella sua pittura l’influenza della natale Luni, già prospera città romana usata nell’antichità come porto di attracco da etruschi e greci. Nelle sue opere De Rosa fa riecheggiare i virili scontri, dove il coraggio e la fratellanza d’armi fanno la differenza.
La costruzione simbolica delle immagini è alta espressione del Mito Contemporaneo, che non vuole abdicare alla morte della fantasia, ma danzare, come nuvole nel cielo, sullo sfondo di cruente e immaginifiche battaglie.
L’ossessione di un particolare – un volto, un elmo, uno scudo – esprime la volontà di fermare l’attimo prima che diventi Leggenda: le grandi tele, i Campi Elisi degli eroi cari agli dei, Achille e i suoi Mirmidoni all’assalto di Troia, i pirati etruschi contro gli odiati Fenici, Leonida e i trecento alle Termopoli, ma anche le lotte degli Elfi contro gli Orchi sono parte della titanica nostalgia romantica di Raffaele De Rosa, e nella Speranza della vittoria del Bene contro il Male consiste il senso della sua narrazione pittorica.</div></div>
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		<title>Raffaele De Rosa</title>
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		<pubDate>Mon, 28 May 2012 18:33:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artista]]></category>
		<category><![CDATA[cavaliere inesistente]]></category>
		<category><![CDATA[raffaele de rosa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/wp-content/uploads/2012/05/foto-personale1.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/wp-content/uploads/2012/05/foto-personale1.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p><div class='et-box et-shadow'>
					<div class='et-box-content'>Il pittore Raffaele De Rosa nasce nel 1940 a Podenzana (MS) e fino a sei anni resta in Lunigiana.
Si trasferisce prima a Pomarino, poi a Pallerone e a Napoli vicino al cimitero di Poggioreale.
Trascorre la sua infanzia e la sua vita con i nonni, anche se cresce isolato ed impara a giocare da solo nel tentativo costante di trasferire il suo spirito in animali, oggetti, piante.
A La Spezia è proprio la nonna ad obbligarlo a studiare il violino, strumento che odia. Di riflesso si mette di nascosto a dipingere.
Frequenta un corso di decorazione e intorno ai sedici anni va a Livorno dove incontra un gruppo di giovani pittori con i quali inizia a dipingere dal vero.
Con il collega e amico Pieri, De Rosa frequenta la Scuola Trossi dove, tra i vari maestri, incontra Gastone Benvenuti, Cocchia e lo scultore Guiggi, ma lo stile del neorealismo non gli appartiene.
Sempre a Livorno si mette in contatto con artisti già affermati e con mediatori e mercanti d&#8217;arte.
A soli diciannove anni firma il suo primo contratto e va a Neuchàtel in Svizzera.
Tornato di nuovo a Livorno, riesce a vendere tutte le sue opere al signor Stefanini, avendo così l&#8217;opportunità di compiere serenamente le sue ricerche e scelte pittoriche.
Apre uno studio a Firenze e nel 1963 stipula un contratto con Ruggero, noto mercante d&#8217;arte fiorentino.
Nello stesso periodo collabora con il livornese Mario Mariotti, che nel 1969 organizza la prima mostra personale di De Rosa.
Dopo la morte del mercante d&#8217;arte Ruggero, si uniscono in società Mario Mariotti, Scarselli e il dottor Romano per gestire la produzione di Raffaele De Rosa.
Le opere dell&#8217;artista sono un esempio unico ed originale di pittura fantastica.
Nel 1975 inizia a lavorare con la Graphis Arte di Milano, occasione importante per farsi conoscere anche all&#8217;estero.
Si allestiscono presto mostre in tutta Europa per poi arrivare anche negli Stati Uniti e in Israele.
Negli anni &#8217;80 espone a Copenaghen presso l‘Istituto Italiano di Cultura, all&#8217;Art Expo di New York e nel 1984 tiene una mostra a Gerusalemme e nel 1985 a Parigi presso la Maison de l‘Unesco.
De rosa firma in questi anni esclusive con la galleria Maggiore di Bologna e con la Leonardo Arte di Roma.
Nel 1989 la società Parnaso gli allestisce numerose mostre in spazi pubblici ed il suo nome comincia a circolare negli ambienti universitari suscitando interesse fra specialisti di Antropologia e di tradizioni popolari.
Nel 2003 espone al XXIV Festival &#8220;La Versiliana&#8221; e dal 2002 è in permanenza alla galleria Havens a Columbia in South Carolina.
De Rosa è stato premiato anche di recente alla biennale di Minsk in Bielorussa.
Fino al 28 febbraio del 2012 ha esposto i suoi quadri a Palermo, in un ciclo di mostre dedicatedalla regione Sicilia a grandi artisti internazionali.</p>
</div></div>
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