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	<title>SpaziArti Art Ungallery &#187; Chiedilo all&#8217;artista</title>
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		<title>Intervista a Francesco Barberini</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 20:10:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiedilo all'artista]]></category>
		<category><![CDATA[francesco barberini]]></category>
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</div>
<div class='et-box et-shadow'>
					<div class='et-box-content'><strong>Perché per le tue opere hai scelto proprio la tipologia del ritratto?
</strong>
E’ semplicemente la cosa che mi viene più naturale&#8230;</p>
<p><strong>Le persone che diventano protagoniste dei tuoi dipinti sono persone che conosci, fisionomie inventate, o volti che ti hanno casualmente colpito?
</strong>
Nei miei dipinti ritraggo principalmente persone che conosco, in modo che possa fare io le foto e quindi decidere luci, inquadrature etc., ma mi è capitato anche di dipingere da foto di altri, chiedendone il permesso o di trovare nei meandri della rete facce interessanti che mi hanno colpito e in aggiunta qualche faccia me la sono pure inventata&#8230; quindi direi che non ho un modus operandi rigido, mi faccio trascinare dal momento.</p>
<p><strong>Dato che i tuoi dipinti così iperrealisti sembrano mettere anche a nudo l&#8217;animo e i pensieri delle persone ritratte, ti sei mai cimentato in un autoritratto, come una sorta di autoanalisi di te stesso?</strong></p>
<p>Autoritratti me ne sono fatti molti, non per una sorta di narcisismo, ma  in primis, perché è più semplice fotografarsi da solo ed esprimere esattamente quello che si ha in testa e poi, proprio per un discorso di autoanalisi, nel senso che spesso mi fermo a pensare e divagando, ne nascono immagini e concetti che mi sento sulla pelle. Addirittura, molte volte nasce prima il titolo del quadro, proprio per via di questa premeditazione, come in &#8220;Cose che ti segnano&#8221; &#8220;Eroe di me stesso&#8221; o&#8221;Farò finta d&#8217;essere felice&#8221; che è un ritratto di mia madre.</div></div>
 
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		<title>Intervista a Alessandro Del Pero</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 23:04:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiedilo all'artista]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro]]></category>
		<category><![CDATA[del Pero]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/immagini/delpero.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/immagini/delpero.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p><div class='et-box et-shadow'>
					<div class='et-box-content'><strong>Il minotauro figura mitica per 	eccellenza viene da te trasposta in una dimensione fortemente reale 	quasi dissacrante. Quali significati assume nel tuo percorso 	artistico tale soggetto?</strong></p>
<p>Non so se abbia un significato particolare. E’ stato, direi, un senso di curiosità a portarmi a realizzare  i primi lavori su questo soggetto.</p>
<p>Affrontare un tema come questo è un po’ come mettersi a confronto con  la storia, la leggenda, e questo senso del “mito” è un po’in antitesi con quel che generalmente emerge dai miei lavori.</p>
<p><strong>Lo studio dei soggetti 	rappresentati parte generalmente da una matrice autobiografica. 	quali sono le tue altre fonti di ispirazione e i tuoi modelli? 	ritrai dal reale o da immagini?</strong></p>
<p>In realtà è uno studio autoreferenziale più che autobiografico. Nel senso che non intendo raccontare di me, ma utilizzo me stesso, fisicamente, come referenza nella creazione di un’immagine umana.</p>
<p>Questo lo faccio generalmente tramite la fotografia, quasi sempre con l’utilizzo del mio telefono cellulare. Mi scatto una foto e la visualizzo sullo stesso apparecchio.</p>
<p>La mia fonte di ispirazione è l’uomo. L’uomo del mio tempo e l’idea che di lui mi sto costruendo attraverso l’esperienza diretta e indiretta.</p>
<p><strong>Evidenti sono i contrasti alla 	base delle tue opere: assenza di pigmento-netta presenza, colore 	compatto-liquido, istinto primordiale-ragione, uomo-animale, 	consapevolezza-dubbio. Arte come sfogo o mezzo per comunicare una 	condizione “incomoda”, generale o individuale?</strong></p>
<p>Credo che l’arte non possa essere assolutamente considerata un mezzo di sfogo. Al contrario, se analizzata dal punto di vista creativo, cioè dell’artista, credo che essa possa arrivare ad essere un ulteriore messa in discussione del “sé”. Quindi più che canale di sfogo rischia diventare un tunnel senza uscita, se affrontata in quest’ ottica. La considero invece un mezzo comunicativo, soprattutto se analizzata dal punto di vista del fruitore, del pubblico.</p>
<p>In arte, l’atto creativo è evidentemente stimolato da cause di tipo razionale, ma  deve formalizzarsi attraverso un processo di natura primitiva, istintiva, spesso proprio irrazionale.</p>
<p>L’artista deve considerarsi un “ricercatore” più che un comunicatore.</p>
<p>Credo nell’arte fine a se stessa. Solo come tale può considerarsi un’autentica nuova occasione di riflessione.</div></div>
 
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		<title>Intervista a Sebastiano Benegiamo</title>
		<link>https://www.spaziarti.com/?p=469</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 15:46:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiedilo all'artista]]></category>
		<category><![CDATA[Benegiamo]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Sebastiano]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/immagini/profilobene.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p>a cura di i Daniela e Carmen (StatArt)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/immagini/profilobene.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p><p><em>a cura di i Daniela e Carmen (StatArt)</em></p>
<div class='et-box et-shadow'>
					<div class='et-box-content'>
<strong>Da cosa e da dove nasce l&#8217;esigenza di realizzare un &#8220;Diario Visuale&#8221;? Cosa ti ha spinto a rappresentare il tuo mondo &#8211; luoghi, affetti e te stesso &#8211; attraverso le immagini?</strong></p>
<p>certamente la necessità di fermare il tempo, accettando come dato di fatto lo scorrere degli eventi, amo pensare</p>
<p>che io possa rubare dei momenti di eternità, anche se questo dovesse poi risultare falso, non m&#8217;interessa in quanto essendo una mia necessità la ritengo utile alla mia sopravvivenza in questo luogo che abito. inoltre essendo anche uno scrittore (se così mi posso ritenere), sento il bisogno di raccontarmi, e essendo che l&#8217;immagine che voglio dare di me è la più fedele alla realtà esigo di rappresentare il mondo che vivo, quelle cose e quelle persone che abitano la mia vita, come tu hai scritto, la mia quotidianetà&#8230;ma tutto questo è per adesso, poi si vedrà&#8230;</p>
<p><strong>Ci hai accennato, che nei periodi caldi ti ritiri con altri artisti in una cascina sui magnifici colli fiorentini. Perchè questa necessità e quanto ti condiziona e influenza artisticamente il contatto con altri artisti?</strong></p>
<p>-il contatto che ho avuto con altri artisti mi ha aiutato a comprendere e pulire il mio concetto di arte&#8230;a sviluppare una mia idea chiara e sempre più personale&#8230;ciò non significa che io abbia accettato le idee degli altri come oro colato, bensì che io abbia fatto un lavoro dentro di me per capire esattamente cosa mi interessa e cosa invece non voglio che faccia parte del mio mondo immaginativo&#8230;questo tipo di lavoro è tuttora in corso d&#8217;opera ed è sempre in discussione, ciò che non posso discutere è quella sensazione allo stomaco che mi accompagna da sempre e che è il giudice di tutte le mie scelte.</p>
<p><strong>L&#8217;istinto e l&#8217;ispirazione sono la condizione sine qua non del tuo operare artistico. Ci potresti parlare della fase artistica che stai attraversando? Perchè è proprio il disegno?</strong></p>
<p>per molti anni ho dipinto senza preoccuparmi del disegno, ma dentro di me viveva la sensazione che il disegno fosse il fondamento della costruzione di un quadro, o della sua distruzione all&#8217;occorrenza&#8230;molte volte ho visto quadri molto importanti e ho apprezzato più i disegni preparatori che l&#8217;opera compiuta&#8230;in fondo il disegno è un po&#8217; lo scheletro&#8230;
certo i miei disegni vengono realizzati già come opera compiuta e non come preparazione di un qualcosa che verrà, e in questo infatti non differiscono molto dai miei dipinti, ma nel disegno attualmente sento più libertà che in un quadro, è una fase</p>
<p>e non potrei fare diversamente adesso, visto che l&#8217;ultima volta che ho provato a dipingere mi sono sentito un andicappato, incapace, e ti garantisco non è stata affatto una bella sensazione&#8230;credo che sia una fase in quanto ho sempre avuto un istinto piuttosto acceso verso il colore, e mi auguro che questo lavoro che sto facendo sul disegno mi serva a migliorare le qualità del mio operare.</p>
</div></div>
 
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		<title>Intervista a Sofia Rondelli</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Nov 2010 23:03:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiedilo all'artista]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/vecchiosito/images/sofia_intervista.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p>La tua costante ricerca di Armonia e Leggerezza, in parte di gusto infantile, non tralascia di indagare temi attuali e di forte impatto emotivo. La volontà di trasporre tali temi in un&#8217;armonica e leggera forma è legata a una particolare intenzione e visione del mondo che la tua arte vuole indagare? Lo stimolo di voler [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/vecchiosito/images/sofia_intervista.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p><div class='et-box et-shadow'>
					<div class='et-box-content'>In questa sezione andiamo a scoprire un po&#8217; di più sull&#8217;artista e sulle sue opere.</div></div>
<p><strong>La tua costante ricerca di Armonia e Leggerezza, in parte di gusto infantile, non tralascia di indagare temi attuali e di forte impatto emotivo. La volontà di trasporre tali temi in un&#8217;armonica e leggera forma è legata a una particolare intenzione e visione del mondo che la tua arte vuole indagare?</strong></p>
<p>Lo stimolo di voler ricercare un mondo regolato da una sua struttura armonica e leggera nasce dalla volontà di opporsi a una vita dissonante, frutto di meccanismi che fanno dell&#8217;utilità pragmatica il fulcro dell&#8217;azione quotidiana. Nella pittura cerco di sollevare questioni spirituali, trovo speranza, aspiro all&#8217;ideale, desidero ardentemente superare la frattura tra le urgenti necessità dell&#8217;anima e l&#8217;attrito con il mondo reale in cui essa cerca di esternarsi. Faccio ordine, espello la superficialità dall&#8217;essenza della forma, abolisco dalla tavolozza tutti quei colori di tubetto così volgarmente industriali. La poesia del colore è già presente in natura: risiede sulla corteccia di un platano, sull&#8217;abbozzo di un sorriso, sul ricordo che ritempra occhi pieni di immagini. Una volta che riusciamo a commuoverci, a gemere di fronte a questi spettacoli quotidiani che la vita ci offre, abbiamo imparato ad auscultare anche noi stessi e ad interiorizzare, in modo perenne, quell&#8217;armonia che agognavamo da tempo e che credevamo potesse esistere solo in campo artistico.</p>
<p><strong>Poesia e pittura si fondono e compenetrano a tal punto che la scrittura diventa in parte una protagonista dell&#8217;opera. Quanta e quale importanza ha per te tale aspetto?</strong></p>
<p>In pittura mi servo spesso di lettere scomposte in uno spazio limitato per rievocare l&#8217;eco di un&#8217;unica parola che si ripercuote molte volte. La presenza di tali modulazioni in campo pittorico rivestono una duplice funzione: conferire maggior espressività all&#8217;opera e al tempo stesso favorire il raggiungimento di un equilibrio compositivo. Uscendo dal processo artistico, la scrittura è uno strumento che uso quotidianamente per mettere a fuoco le mie esigenze interiori.</p>
<p><strong>modus operandi: Sovrapposizioni materiche, sovrimpressioni di immagini e composizioni su più strati esprimono la riflessione e la meditazione concettuale-ideativa che precede la realizzazione dell&#8217;opera. Nonostante ciò, quanto spazio occupa l&#8217;improvvisazione e l&#8217;istinto creativo?</strong></p>
<p>Improvvisare in campo pittorico significherebbe procedere senza alcuna preparazione precedente. Nella mia pittura esiste invece un percorso lineare, un&#8217;evoluzione quasi impalpabile, spontanea, volta a ricercare l&#8217;essenzialità ludica della forma. La preparazione di un supporto materico presenta già il suo straordinario disegno: esso è mutevole, dinamico e in continua metamorfosi, in quanto non è stato ancora effigiato e arrestato da sistemi lineari che pongono fine alla volubilità delle sue forme. Il processo creativo diventa dunque un&#8217;operazione molto stimolante in grado di provocare sentimenti illimitati, in continua tensione verso quella tacita armonia che regna nell&#8217;apparente caos del reale. L&#8217;istinto creativo è la linfa di tutto il mio processo artistico; l&#8217;intima esigenza di dare forma al proprio mondo interiore sfocia necessariamente in un&#8217;impresa espressiva destinata a ritornare ogni volta che la mente viene stimolata da fattori esterni. Creando, diamo la possibilità di prolungare il nostro sentire verso spazi sconfinati che non terminano nella matericità della pittura: continueranno a vivere in coloro che verranno assorbiti da una presenza tangibile che l&#8217;arte ci permette di esprimere.</p>
 
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		<title>Intervista a Innokentiy Fateev</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Nov 2010 23:45:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiedilo all'artista]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/vecchiosito/images/innok_1.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p>Come mai nei tuoi quadri, prevalentemente figurativi, pur se a volte al limite dell&#8217;astrazione, anche rappresentando spesso figure femminili, non viene mai toccato il tema del ritratto vero e proprio e dell&#8217;introspezione psicologica dell&#8217;altro-da-sè? Quando voglio rappresentare una persona non voglio fare altro che dare un&#8217;idea di presenza, non rappresentare una persona specifica. Le persone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/vecchiosito/images/innok_1.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p><div class='et-box et-shadow'>
					<div class='et-box-content'>Scopriamo un po&#8217; di più sull&#8217;artista e sulle sue opere. Bruno de Feo, docente di Storia dell&#8217;arte, pone tre domande a Innokentiy Fateev.</div></div>
<p><strong>Come mai nei tuoi quadri, prevalentemente figurativi, pur se a volte al limite dell&#8217;astrazione, anche rappresentando spesso figure femminili, non viene mai toccato il tema del ritratto vero e proprio e dell&#8217;introspezione psicologica dell&#8217;altro-da-sè?</strong></p>
<p>Quando voglio rappresentare una persona non voglio fare altro che dare un&#8217;idea di presenza, non rappresentare una persona specifica. Le persone sono come un tassello del mio collage, non sono più importanti dell&#8217;ambiente circostante. I miei personaggi fanno parte di un mondo immaginario, sono fluidi, come quando si sogna una persona che si confonde con un&#8217;altra e un&#8217;altra ancora <a href="http://east-inflatables.co.uk/c/101.html">Inflatable Bouncers</a>.</p>
<p><strong>La luce e i suoi giochi tra -e con- gli oggetti sembrano essere al centro della tua poetica, forse ancor più dei colori. La luce ha per te anche un significato mistico oppure è sempre un omaggio al sole &#8211; e alle ombre nette &#8211; del Sud che tu sembri amare tanto?</strong></p>
<p>Intendo la pittura come un atto volto alla ricerca della luce interiore. Il processo creativo è coltivare questa luce interiore e farla rivivere nella realtà. I giochi di luce non sono soltanto dei trucchi della tecnica, gli accostamenti dei colori non sono soltanto decorativi, ma anche un omaggio alla luce come fonte di vita. Vivere in Italia, la sua luce, ha sicuramente influenzato e ampliato gli orizzonti della mia pittura.</p>
<p><strong>Che cosa pensi di dovere all&#8217;esperienza pittorica dei tuoi genitori, anch&#8217;essi artisti e autori di opere ricche di riferimenti simbolici (Elena Fateeva) e surrealisti (Yuri Fateev), e in che cosa pensi di distaccartene maggiormente?</strong></p>
<p>Sono cresciuto nello studio di mio padre, dove ho osservato molto il suo lavoro. Da lui ho imparato ad affrontare il processo pittorico in maniera disinvolta e spontanea, la pittura come atto creativo positivo e semplice. Tradizionalmente in Siberia la natura è sentita in modo mistico e questo si riflette nella pittura. Cogliere la verità nelle cose semplici, perché la vita c&#8217;è già e basta vederla.</p>
<p>Il lavoro dei miei genitori ha &#8220;facilitato&#8221; il mio percorso di sintesi.</p>
 
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		<title>Intervista a Kirka</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Nov 2010 23:15:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/vecchiosito/images/kirka_cortometraggio.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p>In questa sezione andiamo a scoprire un po&#8217; di piùs u Kirka e sulle sue opere Quanta e quale influenza hanno su di te le altre forme artistiche, quali la musica, il cinema e il teatro? Quanta? Tanta… mio fratello maggiore è drammaturgo ed è stato lui che mi ha introdotto nel mondo del cinema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/vecchiosito/images/kirka_cortometraggio.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p><p>In questa sezione andiamo a scoprire un po&#8217; di piùs u Kirka e sulle sue opere</p>
<p><strong>Quanta e quale influenza hanno su di te le altre forme artistiche, quali la musica, il cinema e il teatro?</strong></p>
<p>Quanta? Tanta… mio fratello maggiore è drammaturgo ed è stato lui che mi ha introdotto nel mondo del cinema e del teatro (ed il fatto di non far parte di questi mondi me li fa ammirare con più calma). Tanti dei miei lavori sono momenti teatrali. La musica è per me una sorta di medico curante nei momenti in cui dipingo; senza di essa mi sento vulnerabile <a href="http://www.east-inflatables.com/Buy-Inflatable-Water-Slide-357.html">inflatable water slides clearance</a>.</p>
<p><strong>L’autoritratto è sempre presente nelle tue opere. Ti identifichi completamente nelle problematiche di cui parli o ne sei solo interprete?</strong></p>
<p>Accuso alcune realtà che considero inaccettabili ma allo stesso tempo, dentro di queste realtà, inserisco l&#8217;autoritratto, a volte nei panni del cattivo ed a volte in quelli del buono. In questo modo, sono interprete ed indirettamente, per la mia condizione di essere umano, mi identifico con la problematica.</p>
<p><strong>Simboli e verbo-visuale sono una componente fondamentale di tuoi quadri. Alcuni sono facilmente rintracciabili come il pallone, la maschera, il cappello comunista e il permesso di soggiorno. Ce ne sono altri? Oltre a essere esemplificativi per la comprensione, quali altri significati gli dai?<br />
</strong><br />
Si, ce ne sono tanti e hanno tanti significati. Lo spettatore può dare ancora altri significati diversi ed è questo quello che cerco: confondere l&#8217;osservatore con tanto simbolismo.</p>
 
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		<title>Intervista a Matteo Gubellini</title>
		<link>https://www.spaziarti.com/?p=108</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 16:10:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiedilo all'artista]]></category>
		<category><![CDATA[Artista]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Gubellini]]></category>
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		<category><![CDATA[Spaziarti]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/vecchiosito/images/intervista_gubellini.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p>In questa sezione andiamo a scoprire un po&#8217; di più su Matteo Gubellini e sulle sue opere Che cosa fai? Come ti definisci? faccio quello che ho sempre cercato di imparare a fare: comunicare con il disegno, con la scrittura e con la musica Come nasce un&#8217;idea? Che cos&#8217;è per te l&#8217;ispirazione? delle volte la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.spaziarti.com/wp-content/themes/cornuto_chi_legge/timthumb.php?src=http://www.spaziarti.com/vecchiosito/images/intervista_gubellini.jpg&amp;h=200&amp;w=300&amp;zc=1"/></p><blockquote><p>In questa sezione andiamo a scoprire un po&#8217; di più su Matteo Gubellini e sulle sue opere</p></blockquote>
<p><strong>Che cosa fai? Come ti definisci?</strong></p>
<p>faccio quello che ho sempre cercato di imparare a fare: comunicare con il disegno, con la scrittura e con la musica</p>
<p><strong>Come nasce un&#8217;idea? Che cos&#8217;è per te l&#8217;ispirazione?</strong></p>
<p>delle volte la inseguo come un mastino, e faccio fatica a trovarla, altre volte me la ritrovo già sul foglio&#8230;altre volte invece ci lasciamo in pace a vicenda</p>
<p><strong>Che cos&#8217;è l&#8217;arte?</strong></p>
<p>un concetto emarginato come un appestato oggi, ora mi piace definirla così: la necessità di comunicare con amore e consapevolezza creativa, e la capacità di imparare</p>
<p><strong>In che circostanze ti vengono le migliori idee?</strong></p>
<p>capita che le idee ti vengano addosso come neve, la sera, prima di addormentarsi</p>
<p><strong>L&#8217;artista deve reinventarsi ogni giorno?</strong></p>
<p>non necessariamente, a volte si ha la necessità di fermarsi, anche per confrontarsi, bisogna mettere su pista la propria creatura, e collaudarla</p>
<p><strong>Che artisti ammiri e in che modo hanno influenzato le tue opere?</strong></p>
<p>una risposta interminabile. Però sul mio sito c&#8217;è una sezione chiamata &#8220;debiti&#8221;, nella quale tratteggio alcune figure fondamentali per la mia formazione</p>
<p><strong>Ti dispiace doverti staccare da un pezzo che hai venduto?</strong></p>
<p>un tempo sì, mi dispiaceva, infatti non mettevo in vendita i quadri che esponevo. Oggi assolutamente no, anzi, l&#8217;idea che qualcuno tenga in casa propria dei miei lavori mi rallegra, e mi commuove un po&#8217;</p>
<p><strong>Si compra l&#8217;opera, o si compra piuttosto l&#8217;artista?</strong></p>
<p>dipende da chi compra</p>
<p><strong>Qual è dei tuoi lavori quello che più ti piace?</strong></p>
<p>debbo copiare la mia cara amica Sonia Possentini: quello che devo ancora fare</p>
 
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